Quota 100 e altre novità sulle pensioni: il patronato Epasa è pronto

MatteoNews

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Quota 100: la principale novità è che si può andare in pensione con il mix di 62 anni di età e 38 anni di contributi entro il 31 dicembre 2021. Si tratta però di una combinazione fissa: chi ha meno di 38 di contributi nonostante un’età anagrafica superiore a 62 anni dovrà attendere il perfezionamento di una quota superiore per accedere al pensionamento.

Saranno valide per il raggiungimento dei 38 anni anche le maggiorazioni contributive come, ad esempio, quella per gli invalidi civili e gli aumenti di servizio connessi ad alcune attività lavorative svolte. L’unico limite che quasi sicuramente rimarrà in vigore è quello per i lavoratori dipendenti nel settore privato: almeno 35 anni di contributi devono essere raggiunti senza considerare la contribuzione da disoccupazione ordinaria e malattia.

Quota 100 vede il ritorno ad un sistema di finestre di uscita: 3 mesi per il settore privato e 6 mesi per il pubblico dalla data di maturazione dei requisiti. Con la prima uscita fissata al 1 aprile 2019, per il settore privato e al 1 agosto per il settore pubblico.
Inoltre, viene ripristinato il divieto di cumulo tra reddito da lavoro e pensione sino al raggiungimento dell’età per la pensione di vecchiaia (67 anni) per rafforzare l’ingresso nel mercato di lavoro dei giovani. È ammesso solo il cumulo con redditi di lavoro autonomo di natura occasionale entro un massimo annuo di 5mila Euro lordi. 

Una seconda novità riguarda la riduzione anzianità contributiva per accesso al pensionamento anticipato indipendente dall’età anagrafica (decorrenza con   finestre trimestrali). Il Governo ha fermato retroattivamente l’adeguamento alla speranza di vita dei requisiti per la pensione anticipata scattato il 1 gennaio 2019. Pertanto anche nel 2019 si potrà andare in pensione anticipata indipendentemente dall’età anagrafica, con 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e con 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne (sia del settore pubblico che del privato). E tornano anche qui le finestre mobili: 3 mesi dalla maturazione dei requisiti pensionistici con la prima decorrenza – per chi ha maturato i requisiti entro l’entrata in vigore di quota 100Beneficiano dello stop agli adeguamenti e dell’inserimento della finestra mobile trimestrale anche i lavoratori precoci. Il blocco dell’incremento dell’aspettativa di vita sarà applicato fino al 31 dicembre 2026

Proseguono anche nel 2019 gli scivoli pensionistici per le categorie lavorative più deboli: disoccupati, invalidi almeno al 74%, caregivers e addetti alle mansioni gravose. Si tratta in particolare dell’Ape sociale, cioè un’indennità  di accompagnamento alla pensione dai 63 anni e la pensione anticipata con un requisito di contribuzione ridotto a 41 anni per i lavoratori precoci, cioè coloro che hanno svolto almeno 12 mesi di lavoro effettivo prima del diciannovesimo anno di età e rientrano nella medesima casistica dei lavoratori che possono accedere all’ape sociale. Chi matura i requisiti nel corso del 2019 dovrà, come accaduto nel 2018, produrre una doppia domanda all’Inps: la prima volta alla verifica dei requisiti, la seconda volta all’accesso alla prestazione vera e propria. Si rinnova poi l’opzione donna per le lavoratrici che hanno raggiunto i 58 anni (59 se autonome), unitamente a 35 anni di contributi entro il 31 dicembre 2018 a condizione che optino per la liquidazione della pensione con il sistema contributivo.

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